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La pratica di mindfulness: diventiamo padroni di noi stessi


La mindfulness attraverso la pratica meditativa, aiuta a prendere distanza dai propri contenuti mentali.

Per contenuto mentale si intende qualsiasi cosa proviamo dentro di noi: un pensiero, un’immagine, un sentimento, un’emozione, un ricordo.

In genere tendiamo a individuare a livello del cuore la sede della percezione dei sentimenti e delle emozioni ma, pur essendo un’immagine molto bella e romantica, è il cervello, o meglio, la mente, la sede di tutto quello che proviamo. Momento dopo momento.

La mente è l’attività del cervello come organo: è quella che produce in modo incessante e continuo  immagini, ricordi, progetti, pensieri.

Fate una prova: chiudete gli occhi e concentratevi sul respiro per 5 minuti di orologio: dovete sentire solo il vostro respiro e nient’altro, l’aria che entra e che esce, il sollevarsi del torace o il dilatarsi della pancia; tutto ciò che è collegato al respiro e niente di più. Non dovete pensare al respiro né a nient’altro. Al termine dei 5 minuti chiedetevi quanto davvero siete rimasti solo col respiro e quanto invece la vostra mente ha cominciato a produrre e poi rincorrere i pensieri: non avete sentito forse il suono di una sirena e avete immaginato un’autoambulanza che passava in strada? Oppure avete pensato a quante cose dovete ancora fare in questa giornata? O cosa preparare da cena? O come vi sentite stanchi o arrabbiati? Tutto quello che è sorto nella vostra testa in questi 5 minuti non aveva niente a che vedere col respiro e, nonostante la vostra intenzione iniziale, la mente non è riuscita a stare quieta nemmeno per 5 minuti.

La mente non riesce a stare quieta.

Ha bisogno costantemente di stimoli dall’esterno, da elaborare, o dall’interno, da lei prodotti. Ma non vuole annoiarsi.

Ma immaginate se in 5 minuti soltanto vi sono venuti alla mente una decina di pensieri diversi e scollegati, cosa può succedere in una giornata intera? Senza che nemmeno ve ne accorgiate sarete persi dietro un treno di pensieri di cui non conoscete nemmeno la destinazione, in un viaggio che vi porterà non si sa dove. E se vi dovesse portare in luoghi poco accoglienti, o pericolosi, o angoscianti, allora cominciano i problemi.

Perché ogni giorno noi ci troviamo ad affrontare situazioni che attivano dentro di noi risposte automatiche e reattive di cui non siamo consapevoli, che ci portano a deprimerci o arrabbiarci o ingelosirci. Alla lunga possiamo cadere in depressione o in stati di ansia costante, o essere sempre arrabbiati con noi stessi o con gli altri. Possiamo arrivare a compromettere il nostro lavoro, le nostre relazione e infine la nostra felicità.

Cosa possiamo fare? Imparare a prendere consapevolezza (mindfulness) di questa reattività interiore automatica, di questi contenuti mentali che sorgono spontaneamente e che ci coinvolgono totalmente. E prendendone consapevolezza arriviamo anche a distanziarci da essi, riconoscendoli ogni volta. Ecco perché la pratica quotidiana di mindfulness, associata ad un training di mindfulness condotto da un istruttore esperto, aiuta ad affrontare la sofferenza in cui ci troviamo invischiati ogni giorno e ad uscire da quei circuiti patologici mentali che si attivano nella depressione, nei disturbi di ansia (come il DOC o il disturbo di panico), nei disturbi alimentari e in altri ancora.

 
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